Preparazione del fondo per marmorino su tavola

Cominciamo con il descrivere come preparare il supporto.

Fondo per marmorino in questo caso, preparerò un orologio, e quindi utilizzo una tavola  di compensato, tagliata della misura che ho progettato e che verrà alla fine attaccato al muro.

Su questa tavola di compensato, andrò a stendere in seguito I vari intonaci che nella tradizione, vengono utilizzati per fare il marmorino:

  • Il Rinzaffo
  • L’ Arriccio
  • La malta fina
  • Il Marmorino

di cui, ora, comincerò ad illustrare e a spiegare in dettaglio, come sono fatti.

 

Attrezzi per primo strato
Rinzaffo in cocciopersto per marmorino

                                                                                      

Il Rinzaffo

Il marmorino, ha bisogno di un supporto di malta, che sia traspirabile, e che mantenga la giusta umidità.

 Per far si che la malta, si attacchi in maniera perfetta e non si creino delle crepe o dei distacchi, ma anzi che possa durare nel tempo, bisogna seguire delle precise regole per la sua stesura.

Se guardiamo per esempio il marmorino nelle facciate delle case del seicento e del settecento, è ancora perfettamente integro in tutta la sua bellezza, malgrado la pioggia, la neve il sole….  Gli abbiano infierito sopra per centinaia di anni…..

Ora sto magari un pò esagerando, ma vi assicuro che in molti casi ha resistito veramente per secoli.

Il marmorino, se è stato fatto, secondo i dettami della tradizione, è un intonaco che dura per centinaia di anni.

Quindi adesso, utilizzeremo in questo esempio, le tecniche e i materiali della tradizione, cercherò di spiegare I metodi e I modi in cui questi materiali vengono utilizzati e messi in opera.

In questo capitolo, vi spiegherò                                                         come fare un fondo per marmorino:

 

Le malte di base, quindi, la parte sottostante, che è una fase molto importante per una buona riuscita del marmorino, nella tradizione                                                 gli intonaci per il fondo del marmorino sono:

Rinzaffo,

Arriccio,

Intonaco civile o di malta fina

Il rinzaffo e l’arriccio, sono I primi intonaci che vengono stesi, e sono fatti di una malta che si chiama cocciopesto di cui vedremo in seguito da cosa è formata e come viene stesa.

Prima di tutto, prepariamo la tavoletta di compensato pronta per poter ricevere la malta:

Per far attaccare in maniera forte e stabile la malta alla tavoletta di legno, inchiodiamo sulla tavoletta una rete metallica la attaccheremo con I chiodini in vari punti, in modo che stendendo poi la malta di cocciopesto del primo rinzaffo, sulla rete, la malta indurendosi, farà corpo unico e stabile, con la rete e la tavola.

Spaccato strati supporto
strati di fondo del marmorino

Vediamo quindi ora come viene preparato il cocciopesto

Il cocciopesto, è una malta formata da:

  • 3 parti di sabbia di cocciopesto di granulometria media (Inerte)
  • 1 parte di Grassello di calce stagionato. (Legante)

La sabbia di granulometria media, significa che I granelli di cocciopesto, hanno una grandezza ne troppo grande (come sassolini), ne troppo fina (come una polvere) ma che vada da media a piccola (curva della granulometria).

Il cocciopesto, viene ricavato dalla frantumazione e macinazione di mattoni o vasi di terracotta e viene venduta in sacchi da ditte di rivendita di materiali edili (ben fornite)

Cocciopesto
Cocciopesto (granulometria medio piccola)
Grassello e cocciopesto
Impastare il grassello con il cocciopesto

                          

Il Grassello di calce, che può essere acquistato dalle stesse rivendite, è una calce spenta in acqua della consistenza di una poltiglia untuosa e bianca che per essere usata nella stesura del marmorino (così come nella stesura dell’affresco) deve essere stagionata, deve cioè essere stata “spenta”, da almeno un anno.

Il cocciopesto, è una malta che ha delle caratteristiche particolari, che la rendono molto adatta a fare da sottofondo negli intonaci, e nel nostro caso, il fondo per marmorino

La principale caratteristica è che il cocciopesto è una malta idraulica, una malta cioè che indurisce anche in presenza di forte umidità ed è allo stesso tempo molto traspirante all’aria, ne consegue che l’intonaco, saprà resistere molto bene all’umidità e nello stesso tempo, consente al muro di respirare non creando nell’ambiente interno, ristagni di umidità tipici degli intonaci a base di cemento (che non è traspirante).

Il cocciopesto viene utilizzato negli intonaci di marmorino per fare il fondo: Rinzaffo e Arriccio che ora vediamo come vengono stesi:

Cosa molto importante, prima di stendere qualsiasi mano di malta, il supporto deve essere inumidito e bagnato per bene prima di stendere la malta, altrimenti, se il supporto è asciutto, assorbirà in maniera eccessiva l’umidità della malta che ha a contatto, non garantendo perciò una perfetta adesione della malta al supporto, o alle malte precedenti.

La prima stesura di intonaco è chiamato rinzaffo

Questo è formato, da una malta di cocciopesto, mischiata con acqua  e resa abbastanza bagnata e fluida, in modo tale che una volta “gettata” sul supporto, (da qui il nome di rinzaffo), data la sua fluidità, va a insinuarsi in tutte le fenditure e spazi del supporto e della sua rete  facendo in modo che una volta induritasi, crei un corpo solido e stabile con il supporto.

Dopo aver quindi inumidito il supporto con acqua

Spaccato strati supportoAttrezzi per primo strato

La malta, viene gettata con l’ausilio di una cazzuola da muratura, sull’intera superficie del supporto e poi viene schiacciata con l’ausilio di un frattazzo di legno di misura adeguata sul  supporto in maniera tale che la malta, oltre che pareggiarsi nella stesura, aderisca per bene al supporto, eliminando con la schiacciatura le possibili bolle d’aria, che potrebbero provocare, dopo l’indurimento, delle crepe o dei distacchi indesiderati.

La malta ben tirata e schiacciata, invece, resterà attaccata bene al supporto e potrà quindi ricevere in maniera adeguata, le stesure dei successivi arriccio

La superficie alla fine del rinzaffo si presenterà quindi ancora ruvida, anche se non perfettamente in piano, ma con qualche avvallamento o sporgenza. Ondulazioni che  andremo a pareggiare perfettamente con le stesure delle successive mani di arriccio.

Lasciare asciugare perfettamente (24 ore)

Proseguiamo nella lettura seguendo il prossimo capitolo

Arriccio

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *