Attrezzi per modellare la creta – Le stecche da modellazione

stecche varie

Le stecche da modellazione

stecche varie
Stecche varie

 

Vediamo ora di scoprire quali sono gli attrezzi che si possono utilizzare per modellare la creta

Le stecche da modellazione

Le stecche da modellazione sono degli strumenti che servono per dare forma al disegno dell’oggetto che vogliamo realizzare

Le stecche da modellazione possono essere in legno o in ferro battuto  E sono fatte in varie forme e dimensioni.  Proprio perché la forma dell’attrezzo consentirà di modellare la creta in modi differenti

Una stecca larga infatti sarà adatta per levigare una superficie piana  rendendo la superficie liscia

Al contrario una stecca con la punta più sottile sarà adatta per rifinire particolari più minuziosi

Ci sono poi stecche  particolari che servono per grattare la superficie o  altre che servono per togliere  la creta, scavandone la superficie, o per creare rilievi, o altre forme varie……..

Di solito per modellare la creta io utilizzo questa tecnica

La prima cosa da fare, è, disegnare, un progetto della forma che vogliamo creare.

Trasferire, quindi, questo disegno sulla lastra di creta con la tecnica dello  spolvero.

Infine si comincia a dare forma all’oggetto,  modellando con le mani e con l’aiuto delle stecche seguendo le linee del disegno che ho riportato

Le fasi dello spolvero e della modellazione sono spiegate meglio nei miei articoli sullo spolvero: Tecnica per la riproduzione di un disegno,  e, nell’articolo dell’orologio in creta e marmorino

Come al solito, il mio consiglio è quello di cominciare a creare qualcosa di semplice per le prime volte, seguendo un disegno o prendendo spunto da una foto, e utilizzare la creta, aggiungendola a piccoli pezzi, seguendo il contorno del disegno, e modellare via via la forma, con l’utilizzo delle stecche da modellazione

La creta, va prima aggiunta, con le mani, e poi va tolta e modellata, con l’uso delle stecche……. cose che vedremo poi nei miei prossimi articoli…….

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A presto

 

Orologio in creta e marmorino

Orologio in creta e marmorino fase creta

Orologio in creta e marmorino – Tutorial  –

Orologio in creta e marmorino fase creta
Orologio in creta e marmorino fase creta

Descrizione delle varie fasi del tutorial:

Questo articolo, è la prosecuzione dell’articolo precedente                         Spolvero – Tecnica di riproduzione di un disegno 

in cui ho spiegato i passaggi, per fare la lastra di argilla, e la riproduzione del disegno, fatto con lo spolvero; e quindi continuo la spiegazione dei vari passaggi, proseguendo da quel punto.

Spolvero, passaggio della polvere
Particolare del disegno sottostante lo spolvero

Vediamo, quindi, dettagliatamente, i materiali utilizzati,  gli attrezzi per modellare la creta, e le varie fasi di lavoro che ci permettono di modellare la creta, per farla diventare, in questo caso, un orologio in creta e marmorino.

Lastra di argilla con disegno
Lastra di argilla con disegno

Materiali usati:

La creta utilizzata, in questo progetto, è una argilla, chiamata “Terraglia“, che è una terra ceramica morbida, adatta per essere facilmente manipolata e modellata, sia con le mani, che con l’utilizzo di stecche per modellare (queste possono essere, sia in ferro, come nel mio caso, ma anche in legno e si trovano in vendita facilmente nei negozi di articoli per belle arti). La terraglia, si può trovare in vendita facilmente, in negozi o laboratori di lavorazione della ceramica, si vende a pani di 20 Kg, al prezzo di circa 15 o 20 Euro, e con cui si possono realizzare, molti oggetti, avendo l’accortezza di tenere il pane di argilla, riparato dall’aria chiuso bene in una busta di plastica

Dopo aver trasferito il disegno sulla lastra di argilla, con lo spolvero, (di cui potete leggere l’articolo relativo qui ) con l’aiuto di una stecca per modellare, (anche qui potrete leggere l’articolo sull’uso delle stecche da modellare ) si comincia a “segnare” i bordi del disegno, per cominciare a dare un po di rilievo e definire le prime ombre e luci tridimensionali.

Segni su lastra fatti con la stecca
Si comincia a dare tridimensionalità al disegno
  • Attrezzi
  • Fasi di lavoro

Passaggi del processo

 

Spolvero – Tecnica di riproduzione di un disegno

Foglio da spolvero con disegno

Tecnica per la riproduzione di un disegno

Lo spolvero è una tecnica, utilizzata per la riproduzione di un disegno.

Il procedimento:

Lo spolvero, si fa,  sbattendo, leggermente, sulla superficie del disegno, un sacchetto  o una garza, (io, utilizzo una calza da donna, velata tipo i collant) che contiene, al suo interno, una polvere colorante, o della polvere di carboncino.

 

Foglio da spolvero con disegno
Spolvero trasferito su lastra

La tecnica per fare lo spolvero:

 Fasi:

  • Come prima cosa si disegna su un foglio quello che vogliamo riprodurre.
  • Poi, con l’ausilio, di uno spillo, andremo a bucare il foglio seguendo i contorni del disegno.

Per fare ciò metteremo sotto  il foglio che andremo a bucare, un altro foglio morbido tipo polistirolo che si potrà quindi bucare facilmente con lo spillo.

Quando avremo bucato, tutto il contorno del disegno, con dei piccoli fori ravvicinati distanziati,  l’uno dall’altro, di pochi millimetri, avremo creato il foglio da spolvero, da cui potremo trasferire il disegno.

Foglio dello spolvero, visto in controluce
Foglio visto in controluce

Creazione della piastra

Nel nostro caso metteremo il foglio con i buchi, su una piastra di argilla che avremo creato appositamente in precedenza.

Fare una piastra di argilla
Argilla durante la pressatura

Per fare questa piastra, utilizzeremo l’argilla che  viene pressata a mano su una tavoletta di legno delimitata da due asticelle in legno.

E’ meglio, inserire fra la piastra  di argilla e la tavoletta di legno una pellicola di plastica trasparente che non permette all’argilla di attaccarsi alla tavola di legno, in quanto, dovremo poi, durante la lavorazione girarla più volte sottosopra, sia per farla asciugare uniformemente, sia per pressarla e levigarla meglio possibile.

Il passaggio del disegno

Lo spolvero è anche il nome che viene dato al batuffolo di garza, al cui interno è contenuta la polvere  colorante che fuoriesce dal batuffolo

Questa, una volta che viene sbattuta sul foglio da disegno, fuoriesce e passa attraverso i buchi precedentemente fatti, trasferendo sulla superficie sottostante il disegno precedentemente fatto.

Spolvero, passaggio della polvere
Particolare, del disegno sottostante lo spolvero

Questa tecnica di trasposizione del disegno, è una tecnica molto antica utilizzata anche nel medioevo e nel Rinascimento per trasferire I disegni preparatori sulle superfici dei muri da affrescare.

vaso in creta modellato al tornio

Tutorial per modellare, un vaso in creta al tornio;

Vengono mostrate le varie fasi della lavorazione di un vaso in creta, con l’utilizzo del tornio:

Questo è un video che ho pubblicato su YouTube, dove vengono spiegati, con chiarezza, i vari passaggi che si devono fare, nella lavorazione al tornio, per poter modellare,  senza grandi difficoltà, un blocco di creta.

Vengono  spiegate alcune fasi, molto importanti: come

la  centratura del blocco di argilla,

sul piatto del tornio. Il blocco, infatti una volta, correttamente centrato sull’asse di rotazione del piatto del tornio,

Centratura blocco di argilla
Centratura blocco di argilla

non avrà più il problema di avere dei movimenti laterali del blocco di argilla, che non consente alle mani, di seguire fluidamente, la rotazione del vaso, e che pregiudica, quindi, la buona lavorabilità della forma che vogliamo creare.

Una volta completata,  la fase di centratura del blocco di argilla,  si potrà, quindi, cominciare  a 

 modellare la creta, per dare la  

Vaso in creta - Cono
Vaso in creta – Cono

forma che vogliamo al vaso:  

Un vaso, è formato nella sua struttura, essenzialmente,  da:

Una  base o fondo, le pareti, e gli elementi aggiuntivi.  

Nomi delle forme di un vaso
Vaso greco classico, con la descrizione dei nomi delle varie forme

Dal blocco di creta, cominceremo quindi a modellare prima il fondo del vaso, facendo con le dita un buco dall’alto, fino quasi, a un centimetro dal piano del tornio. Questo sarà lo spessore del fondo o piede del vaso.

Una volta creato e fatto a misura il fondo del vaso, potremo cominciare ad alzare la parete, per formare il corpo del vaso:

Per dare la forma voluta secondo il nostro progetto, si dovrà cominciare a tirare verso l’alto la parete del vaso, per creare anzitutto un cono o cilindro.

Questa è la prima forma che dobbiamo creare; modellando con le dita questo cilindro, daremo quindi forma alla pancia, alla spalla, al collo e infine al bordo del vaso.

Vaso al tornio Tutorial dalla centratura al vaso
Vaso al tornio Tutorial dalla centratura al vaso

Questo è un video che ho pubblicato su YouTube, dove vengono spiegati, con chiarezza, i vari passaggi che ho fatto.

Nei prossimi articoli che scriverò, spiegherò più nel dettaglio i vari passaggi per arrivare a fare un vaso importante come quello della foto del vaso greco.

Se siete interessati a ricevere un avviso dei prossimi tutorial che pubblicherò, vi prego di lasciarmi il vostro indirizzo email compilando il modulo per la newsletter

Da cretafralemani.it

Ciao

Gaetano De Meo

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Cornice in terracotta e marmorino – creta fra le mani – Tutorial –

Cornice particolare

Cornice in terracotta: Plasmare la creta con le proprie mani

Tutorial per creare una cornice in terracotta,  che, successivamente, verrà decorata. con stucchi di marmorino veneziano del ‘700, utilizzando i materiali, gli attrezzi e le antiche tecniche di lavorazione:

Quindi, per gradi, per prima cosa, come in ogni progetto, si deciderà che forme dare, alla cornice, facendone alcuni disegni (durante questa fase di lavorazione, è consigliabile, anche l’uso del compasso)

Abbozzo
Cornice in marmorino – Disegno preparatorio

 

Spolvero del disegno

Quando saremo soddisfatti del disegno, creeremo uno spolvero del disegno per trasferirlo sulla lastra di argilla;

Per fare, quello che è chiamato lo spolvero, bisogna bucare con uno spillo il foglio del disegno, avendo l’accortezza di seguire il contorno del disegno, in maniera precisa.

E’ attraverso questi buchi, che potremo trasferire il disegno su qualsiasi altra superficie, spolverando, appunto con della polvere di carbone, il disegno.

Attraverso i buchi, la polvere di carbone, passerà sulla superficie sottostante, facendo comparire il profilo del disegno, su cui quindi, potremo lavorare.

Quindi, spolverando il foglio da disegno, con della polvere di carbone, trasferiremo il contorno del disegno (in questo caso sulla lastra di argilla)

Creiamo la lastra di argilla

Quando la lastra di argilla, è pronta, si può trasferirle sopra, il disegno della cornice, che abbiamo progettato.

Trasferiamo, quindi, con lo spolvero, o col ricalco del disegno, sulla lastra, e potremo cominciare, a modellarla seguendone il contorno, con apposite stecche per modellazione e formando quindi la cornice in terracotta.

Cornice in marmorino – Prima fase di lavorazione

In questo momento della modellazione, è importante creare le forme in maniera fluida senza soffermarsi troppo nella ricerca dei particolari; questi verranno fuori mano a mano da soli, durante la lavorazione della cornice nel suo insieme.

Essiccazione e cottura

A questo punto, alla fine della modellazione, quando saremo soddisfatti del risultato, faremo essiccare la creta della cornice, lasciandola asciugare all’aria per almeno due giorni.

La fase della cottura, dovrà essere effettuata, (a meno che, non si disponga di un forno professionale per ceramica), portando la cornice, presso una struttura in grado di cuocere l’argilla alla sua temperatura (dai 900 gradi in su fino a 1200 gradi a seconda del tipo di argilla o ceramica utilizzata).

La continuazione di questo tutorial verrà pubblicata appena sarà pronta, per qualsiasi informazione sugli argomenti trattati nel mio sito, potete scrivermi, compilando il seguente modulo

Ciao e grazie

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Preparazione del fondo per marmorino su tavola

strati del marmorino

Come preparare il supporto.

Fondo per marmorino

In questo articolo, preparerò un orologio.

Serve una tavola  di compensato, tagliata a misura.

Il marmorino è un insieme di vari strati di intonaco, stesi uno dopo l’altro secondo la tradizione, e cioè:

  • Il Rinzaffo
  • L’ Arriccio
  • La malta fina
  • Il Marmorino

Vediamo meglio, uno alla volta, come sono fatti:

 

                                                                          Il Rinzaffo

 

Attrezzi per primo strato
Rinzaffo in cocciopersto per marmorino

Il marmorino, ha bisogno di un supporto di malta, che sia traspirabile, e che mantenga la giusta umidità.

 

 Per far si che la malta, si attacchi in maniera perfetta e non si creino delle crepe o dei distacchi, ma anzi che possa durare nel tempo, bisogna seguire delle precise regole per la sua stesura.

In questo capitolo, vi spiegherò                                                         come fare un fondo per marmorino:

 

Le malte di base, quindi, la parte sottostante, che è una fase molto importante per una buona riuscita del marmorino, nella tradizione                                                 gli intonaci per il fondo del marmorino sono:

Rinzaffo,

Arriccio,

Intonaco civile o di malta fina

Il rinzaffo e l’arriccio, sono I primi intonaci che vengono stesi, e sono fatti di una malta che si chiama cocciopesto di cui vedremo in seguito da cosa è formata e come viene stesa.

Prima di tutto, prepariamo la tavoletta di compensato pronta per poter ricevere la malta:

Per far attaccare in maniera forte e stabile la malta alla tavoletta di legno, inchiodiamo sulla tavoletta una rete metallica la attaccheremo con I chiodini in vari punti, in modo che stendendo poi la malta di cocciopesto del primo rinzaffo, sulla rete, la malta indurendosi, farà corpo unico e stabile, con la rete e la tavola.

Spaccato strati supporto
strati di fondo del marmorino

Vediamo quindi ora come viene preparato il cocciopesto

Il cocciopesto, è una malta formata da:

  • 3 parti di sabbia di cocciopesto di granulometria media (Inerte)
  • 1 parte di Grassello di calce stagionato. (Legante)

La sabbia di granulometria media, significa che I granelli di cocciopesto, hanno una grandezza ne troppo grande (come sassolini), ne troppo fina (come una polvere) ma che vada da media a piccola (curva della granulometria).

Il cocciopesto, viene ricavato dalla frantumazione e macinazione di mattoni o vasi di terracotta e viene venduta in sacchi da ditte di rivendita di materiali edili (ben fornite)

Cocciopesto
Cocciopesto (granulometria medio piccola)
Grassello e cocciopesto
Impastare il grassello con il cocciopesto

                          

Il Grassello di calce, che può essere acquistato dalle stesse rivendite, è una calce spenta in acqua della consistenza di una poltiglia untuosa e bianca che per essere usata nella stesura del marmorino (così come nella stesura dell’affresco) deve essere stagionata, deve cioè essere stata “spenta”, da almeno un anno.

Il cocciopesto, è una malta che ha delle caratteristiche particolari, che la rendono molto adatta a fare da sottofondo negli intonaci, e nel nostro caso, il fondo per marmorino

La principale caratteristica è che il cocciopesto è una malta idraulica, una malta cioè che indurisce anche in presenza di forte umidità ed è allo stesso tempo molto traspirante all’aria, ne consegue che l’intonaco, saprà resistere molto bene all’umidità e nello stesso tempo, consente al muro di respirare non creando nell’ambiente interno, ristagni di umidità tipici degli intonaci a base di cemento (che non è traspirante).

Il cocciopesto viene utilizzato negli intonaci di marmorino per fare il fondo: Rinzaffo e Arriccio che ora vediamo come vengono stesi:

Cosa molto importante, prima di stendere qualsiasi mano di malta, il supporto deve essere inumidito e bagnato per bene prima di stendere la malta, altrimenti, se il supporto è asciutto, assorbirà in maniera eccessiva l’umidità della malta che ha a contatto, non garantendo perciò una perfetta adesione della malta al supporto, o alle malte precedenti.

La prima stesura di intonaco è chiamato rinzaffo

Questo è formato, da una malta di cocciopesto, mischiata con acqua  e resa abbastanza bagnata e fluida, in modo tale che una volta “gettata” sul supporto, (da qui il nome di rinzaffo), data la sua fluidità, va a insinuarsi in tutte le fenditure e spazi del supporto e della sua rete  facendo in modo che una volta induritasi, crei un corpo solido e stabile con il supporto.

Dopo aver quindi inumidito il supporto con acqua

Spaccato strati supportoAttrezzi per primo strato

La malta, viene gettata con l’ausilio di una cazzuola da muratura, sull’intera superficie del supporto e poi viene schiacciata con l’ausilio di un frattazzo di legno di misura adeguata sul  supporto in maniera tale che la malta, oltre che pareggiarsi nella stesura, aderisca per bene al supporto, eliminando con la schiacciatura le possibili bolle d’aria, che potrebbero provocare, dopo l’indurimento, delle crepe o dei distacchi indesiderati.

La malta ben tirata e schiacciata, invece, resterà attaccata bene al supporto e potrà quindi ricevere in maniera adeguata, le stesure dei successivi arriccio

La superficie alla fine del rinzaffo si presenterà quindi ancora ruvida, anche se non perfettamente in piano, ma con qualche avvallamento o sporgenza. Ondulazioni che  andremo a pareggiare perfettamente con le stesure delle successive mani di arriccio.

Lasciare asciugare perfettamente (24 ore)

Proseguiamo nella lettura seguendo il prossimo capitolo

Arriccio

 

Stesura del marmorino colorato – Lavoro in giornata

Siamo arrivati al punto, in cui, abbiamo preparato il marmorino grasso, (formato da 5 parti di grassello di calce e 5 parti di polvere di marmo) ne abbiamo prelevato la quantità necessaria per il lavoro che dovremo svolgere e lo abbiamo colorato.

Dal marmorino grasso che abbiamo colorato, andremo a prelevare le parti necessarie per fare gli altri impasti:

Prendiamo quindi una parte del marmorino grasso colorato, e aggiungendo un pò di polvere di marmo, (circa un quarto del volume prelevato), mischiamo bene e mettiamo questa malta, in un altro recipiente ben pulito e avremo così il  marmorino magro (formato cioè da 4 parti di grassello di calce e 6 parti di polvere di marmo)

Preleviamo quindi infine un’altra parte del marmorino grasso colorato che abbiamo fatto prima, e passandola in un setaccio sottile, raccoglieremo  quello che e´passato attraverso, cioe´il pulimento (che è quindi formato da 6 parti di grassello di calce e 4 parti di polvere di marmo).

 Queste malte, devono essere già state preparate prima, in quanto il marmorino, se conservato con un velo d’acqua che lo ricopre, in un recipiente ben chiuso, si conserva anche per anni, e al momento in cui si utilizzerà per un lavoro, lo si mischia accuratamente prima e si preleva la quantità necessaria a fare il lavoro della giornata.

E´importantissimo sapere, che tutto il lavoro che spiego in questo articolo, deve essere svolto in giornata; non si puo´quindi far asciugare completamente il marmorino tra una mano e l’altra, ma tutto il lavoro deve essere finito entro la giornata.

Passiamo quindi a vedere, come si  stendono i vari strati sul supporto, per fare una superficie piana in marmorino:

Come prima cosa, dobbiamo bagnare bene il supporto (che può essere un muro, una mattonella di laterizio, o un pezzo di legno su cui abbiamo precedentemente stesole varie mani di malte….ecc. ecc. ) lo dobbiamo bagnare con acqua, fino al rifiuto, fino a che, cioe´, il supporto smette di assorbire l’acqua e resta bagnato quando ci si mette sopra altra acqua; questo serve per avere un supporto umido, che non assorbe immediatamente l’acqua della malta di Bagnare bene fino al rifiutomarmorino che andremo a stendere.

Lavoro della giornata:

PRIMO STRATO (MARMORINO MAGRO)                                                                                   Cominceremo quindi a stendere il marmorino magro per primo con l’aiuto di un frattazzino di legno che passeremo in due mani in direzione ortogonale fra di loro (la prima mano da destra a sinistra e la seconda dal’alto verso il basso, o come meglio credete). Questo marmorino magro, alla fine delle due mani, viene schiaccato bene sul supporto con il frattazzo di legno, usato in Attrezzi per primo stratomodo rotatorio, che lascia quindi una superficie rugosa e ben schiacciata, pronta a ricevere le altre mani di marmorino.

SECONDO STRATO (MARMORINO GRASSO)

Lo si stende, quando lo strato precedente, comincia a rapprendersi e si spiana solo in un senso, usando la cazzuola di ferro e usando poco materiale alla volta, stendendolo bene a lisciare la superficie rugosa di prima, esercitando un po´di pressione con la cazzuola, ma non troppa, la Seconda manosuperficie, dovra´alla fine, risultare ben spianata, ma ancora vellutatamente ruvida, per ricevere la successiva mano di finitura

TERZO STRATO (PULIMENTO)

Si attende anche qui´che la precedente mano, non sia piu´appiccicosa, e si sia rappresa, e si usa quindi il pulimento come ultima mano in piccole quantita´per volta, fino ad ottenere una sottile pelle: il pulimento o pulitura.

Lo si spiana, solo in un senso, con un frattazzo di acciaio, dagli spigoli affilati e ben diritti, perfettamente pulito. si stende il pulimento, in un solo senso, andando a capo, quando si arriva alla fine del supporto, e riprendendo in basso la stesura, facendo attenzione, a che ripassando sopra lo strato superiore, non siano visibili le sovrapposizioni; Questo si ottiene, stendendo il pulimento prima e lisciandolo poi con il frattazzo, esercitando la giusta pressione e delicatezza…. proseguendo cosi´fino alla fine. per ottenere una superficie alla fine levigata e liscia in maniera uniforme. A questo punto passiamo alla fase diPulimento

LEVIGATURA

Una volta terminata una superficie completa, si passa all’ultima levigatura generale, che si effettua con la speciale cazzuola da levigatura,

  • Si nebulizza leggermente con acqua la superficie, – Con la cazzuola da lucidatura, ben pulita, si liscia, usando una moderata pressione la superficie da destra a sinistra e per mani orizzontali  fino alla fine, poi si continua, a lisciare pezzo per pezzo, sempre con la cazzuola, tutta  la superficie,

Questa operazione, serve a rendere il marmorino piu´compatto, piu´liscio e senza difetti e la zona di operazione, dovra´essere ben illuminataa, per poter vedere e controllare bene  il risultato del lavoro.

Ripeto, tutto questo lavoro: – Prima mano (marmorino magro), – Seconda mano (marmorino grasso) – Terza mano (pulimento) e Levigatura, deve essere fatto in giornata.

Ciao a tutti e buon lavoro

Preparazione del supporto e delle malte per fare il marmorino colorato

Oggi comincio il lavoro necessario, per finire il fondo dell’orologio in marmorino,

Per essere sicuro del colore e del lavoro, preparero´prima il fondo del supporto di prova.           1) Raschio il fondo del supporto di prova per avere una superficie ruvida adatta alla stesura del marmorino:                                                                                                                                                   La superficie, deve essere pronta prima come rinzaffo con la stesura di un intonaco di fondo, in coccio pesto                                                                                                                                                    e poi tirato perfettamente in piano con intonaco civile (sempre fatti con grassello di calce come legante).                                                                                                                                                       Per avere informazioni precise e perfette su come si prepara il marmorino, consiglio vivamente a chi e´interessato a leggere il libro                                                                                                L’ARTE DELLO STUCCO”, Storia,tecnica, metodologia, della tradizione veneziana”di Mario Fogliata

Raschiatura supportoDunque, andiamo avanti; Per prima cosa con un raschietto, raschio via dal supporto di prova, le decorazioni precedenti per avere il supporto perfettamente piano e pronto a ricevere le mani di marmorino.

Fatto questo, comincio a preparare i materiali, necessari per fare  il marmorino colorato: con pigmento in polvere terra di Siena bruciata:                                                                                    Preparo la quantita´di marmorino grasso (formata da 5 parti di polvere di marmo e da 5 parti di grassello di calce) e aggiungo il pigmento fino a raggiungere il colore desiderato

Marmorino grasso colorato

Dopo aver preparato il marmorino grasso colorato, ne prendiamo una parte a cui aggiungo la polvere di marmo necessaria a fare l’impasto che è appunto  il                                         Marmorino magro.  formato da 6 parti di polvere e 4 parti di calce.

Come ultimo ingrediente, passiamo il marmorino grasso in un setaccio dalla maglia molto piccola, facendo passare dall’altra parte del setaccio, soltanto una crema molto fina che e´il         Pulimento (terzo strato) formato quindi da 6 parti di calce e 4 parti di polvere di marmo (la calce, essendo piu´fina, passa attraverso il setaccio, insieme alla  polvere piu´fina e formando quindi questa crema o pulimento che utilizzeremo come terza e ultima mano.

Quindi:                                                                                                                                                     Prima mano Marmorino magro formato da 6 parti di sabbia e 4 parti di grassello di calce             Seconda mano: Marmorino grasso formato da 5 parti di sabbia e 5 parti di grassello di calce       Terza mano: Pulimento formato da 4 parti di sabbia e 6 parti di grassello di calce    

La stesura degli impasti, sarà l’argomento, del prossimo articolo          

Ciao                                     

Impasto del marmorino colorato (Materiali)

Impasto del marmorino colorato

 

Ciao a tutti,

Oggi comincio a mostrare, come si fa l’impasto per fare il marmorino colorato, con la stessa tecnica ed utilizzo dei materiali, che veniva usata nel 700 a Venezia, o ancor prima, fino al tempo dei Romani, perche´la tecnica ed i materiali usati per fare questo tipo di malta, molto bella, (per me la migliore che e´sempre esistita) è uguale ad allora.

IMG_2005Ma vediamo come si fa:

Per prima cosa questi sono i materiali da utilizzare, e che si possono acquistare in una rivendita ben fornita di materiali edili:                                                                                                                          La calce: O meglio il Grassello di calce, meglio se “stagionato”                                                      Evitare di usare la calce da idratare (quella in polvere), perche´l‘idratazione non sarebbe affatto uniforme nella calce, che potrebbe in asciugatura, produrre molti crepi o bolle esplose sulla superficie dell’intonaco, rovinando tutto il lavoro.

Il secondo materiale che serve e´la polvere di marmo,                                                                     Ne esistono di vari tipi in questo caso, prendiamone una di marmo o pietra chiara (A Venezia si usava la polvere di pietra d’Istria) ma comunque va bene qualsiasi polvere di marmo (la granulometria deve essere media), in quanto per eventualmente ricavare la polvere piu´fina, fino all’impalpabile, si utilizzeranno appositi setacci.

ultimo materiale, l’acqua.                                                                                                                                   Il colore del marmorino, in questo caso sarà naturale, cioè  dello stesso colore della polvere di marmo che è stata utilizzata.                                                                                                                   Per colorare l’impasto del colore che vogliamo, si utilizzano i pigmenti naturali (terre)

Quindi materiali:
Per l’impasto     Grassello di calce, Polvere di marmo e acqua.                                                       Per la colorazione Pigmenti naturali in polvere  

La Preparazione del marmorino colorato – Lavoro in giornata  La vediamo nel prossimo articolo dedicato

Ciao

Controllo dei colori da utilizzare nell’affresco e nel marmorino

Oggi ore 19,00 comincio la preparazione dell’impasto colorato per il fondo dell’orologio

Cominciamo a mettere da parte la parte del marmorino Grasso, da cui poi faremo il magro e il pulimento (sempre colorati dello stesso colore)

Anzi per prima cosa prepariamo il colore (pigmento sciolto in acqua) in questo caso terra di Siena bruciata.

Intanto con l’occasione, facciamo un controllo generale di tutti I colori per affresco che abbiamo disponibili.

Colori in polvere

Terra di Siena bruciata…………………..Secco, bisogna ribagnarlo e passarlo al setaccio

Terra d’ombra naturale…………………..Secco

Rosso di Pozzuoli……………………………..Secco

Ocre Gialla………………………………………Secco

Nero di vite……………………………………..Secco

Terra di ombra bruciata…………………..Secco

Terra ocra rossa 1…………………………….Secco

Terra di Siena naturale 1…………………Secco

Terra di ombra naturale di Cipro……Secco

Terra ocra rossa 2………………………………..Ok

Terra di Siena naturale 2…………………….Ok

Insomma c’e`da farsi un bel……..

Mo´se famo un giretto in bici pero´ che so´le 19,35

13 Luglio 2015

Continuiamo con la preparazione dei colori

Sono le 13,00

Ci facciamo un caffe´e poi andiamo a cercare al fiume una pietra adatta per macinare I colori sul marmo

Anzi, visto che quella volta ce lo siamo comprati usiamo il pestello e il mortaio in ceramica che abbiamo

Fatto piü´o meno……..

Adesso andiamo a vedere se troviamo un sasso…..  ore 15,37